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Questo non è un blog

Nulla giustifica l’ambizione di gestire un blog, se si pensa al suo meccanismo di funzionamento standard.

I gestori scrivono i “post”, che di solito si fanno sempre più provocatori per suscitare interesse e, naturalmente, per ottenere copiosi “commenti” che costituiscono il pregiato, gratificante materiale che decreta il successo del blog. Gli estensori dei commenti, a loro volta, procurando ulteriori commenti, certificano il loro stesso valore in una specie di “schema piramidale” dell’autostima.

E gli amici sinceri tifano, scrivono spesso, vorrebbero che i “commenti” fioccassero numerosi, entrando così anch’essi in una logica dei numeri che magari avevano sempre accuratamente evitato, e si trovano coinvolti in assurde dispute con estranei (molesti benché virtuali).
Alcuni si vedono contestare pubblicamente le proprie convinzioni senza la possibilità di un civile e accurato confronto basato su un’esposizione approfondita e documentata invece che su brevi post (o semplici battute), e si sentono quindi abbandonati dagli stessi amici, per aiutare i quali avevano partecipato.

Così non è difficile perdere amicizie vere (virtuali o meno) e, nel contempo, acquistare schiere di visitatori attirati solo dalla tendenza momentanea e dalla speranza di ritagliarsi un piccolo spazio di notorietà.
Infatti i frequentatori abituali mirano spesso a crearsi un nome, a distinguersi in modo da poter esercitare, per così dire, il potere di un piccolo feudatario locale, al punto che i gestori più autorevoli (o autoritari) e gelosi della loro autonomia tendono a bloccarli inesorabilmente, e i cosiddetti “flame” (dispute di violenza verbale clamorosa e prolungata, disseminate di offese reciproche) vengono soffocate, a volte con solerzia perfino eccessiva .

In quest’ultimo caso il blog diventa di una noia esemplare: coralmente si incensa il “titolare” e poco più.
Tutti comunque vogliono mostrarsi brillanti, intelligenti, informati, colti e alcuni anche aperti e cool.
Se gli interventi sono per lo più abbastanza brevi c’è però il tempo per pensarci sù: il blog è l’apoteosi dell'”esprit de l’escalier”.

Questo, ormai da tempo, non è un blog ma un cassetto virtuale, con frequenza di aggiornamento scandalosamente discontinua (sicuramente) e di argomenti scandalosamente etrogenei (forse) a disposizione dei contributori con i più disparati interessi,ma con una (misteriosa?) congenialità.
Ecco perché ho cancellato (ma non eliminato) tutti i commenti (circa 500) ricevuti nel corso degli anni di funzionamento “regolare”.
I commenti quindi non sono attivi ma questo non vuol dire che non si ricevano con piacere testi brevi o lunghi di qualunque genere (tramite l’email del non-blog) che questi possano essere pubblicati, e che con piacere non si possa discutere privatamente di qualsiasi post con lettori interessati.

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